Cosa poteva farmi pensare che sta mattina mi sarei trovato un fiume al posto della strada?
Bhe, forse le 12 ore di pioggia continua di sta notte in qualche modo potevano insospettirmi, ma in effetti non c’ho fatto molto caso. Fatto sta che in strada c’è 1 metro d’acqua marrone che supera in altezza marmitta e copertoni delle macchina parcheggiate.
Vabbè fin qui tutto più o meno normale. O comunque accettabile. Per oggi niente scuola, mi guardo un film, poi un altro e oggi pomeriggio è come se non fosse successo niente.
Ma no.
Qui non siamo in un film. Qui non siamo in una città. Qui non siamo ad Hollywood. Questo non è Hemingway. Questa è la magnifica e splendida CALDERA’:
h 07.21 mamma <Dario forse oggi è meglio che non vai a scuola>
h 07.22 miei neuroni a me medesimo <hanno deciso di farti fuori, scappa>
h 07.23 mamma <la strada è allagata, non puoi uscire>
h 07.30 guardo dalla finestra e penso “la donna non mente, la strada è allagata”
situazione: strada allagata, tutta calderà affacciata alla finestra ad osservare.
h 07.57 “e se prendessi il megafono e gridassi dalla finestra <UOMO IN MARE UOMO IN MARE>
h 08.05 ci rinuncio, i vicini di casa hanno preso la questione dell’acqua in maniera seria, potrei turbarli.
h 08.13 il livello dell’acqua continua ad aumentare clamorosamente.
h 08.22 una bombola del gas nuota beatamente nel torrente via cicerata.
h 08.28 la situazione sta degenerando.
h 08.33 il signor K. prende le redini della situazione.
*per chi non fosse del luogo il signor K. è il capo di qui. E’ un signore sulla sessantina ed è il più forte di tutti, in tutto. In un gioco fantasy sarebbe un arcimago livello70, in dragonball sarebbe un supersayan6 livello1milione, nel rock sarebbe jimy hendrix, nel calcio pelè, ed invece qui, a calderà, è semplicemente il signor K. Uno che il pesce non lo prende con la lenza o la rete. No. Lui, quando ne vede uno, molla tutto ciò che ha in mano, si butta in mare con tutti i vestiti, insegue il pesce e lo ammazza a testate. E se lo perde gli brucia la macchina.
h 08.35 il signor K. avverte calderà che andrà lui in avanscoperta per vedere se, più in là, la situazione è migliore.
h 08.50 fa il suo ingresso in scena il signor K.: stivali di plastica alti fino alle ginocchia. E basta. Era questa la sua unica arma per affrontare il diluvio universale. Si tuffa nel torrente, l’acqua che gli arriva fino al bacino, ed incomincia la sua risalita del fiume. Piove, ma lui cammina. Inarrestabile. Verso Milazzo. Lui cammina. Per noi.
Non l’ho visto più tornare.
h09.10 Calderà ha già dimenticato il suo capo.
h09.22 l’acqua contina a salire di livello tanto che il mio casco, che avevo tranquillamente appoggiato nella pedana del motore, adesso galleggia solaremente e ingenuamente in giro per il torrente.
h09.40 inizia lo show del tizio che abita di fronte a me:
il tizio che abita di fronte a me è alto 158 centimetri, è calvo, gli mancano 7 gradi da un occhio e 9 dall’altro, è sposato con una cozza, non ha mai vinto una causa da avvocato e penso anche che abbia l’aids, a questo punto. Come se non bastasse, ieri ha avuto la felice idea di parcheggiare l’auto nel seminterrato. Che adesso è completamente allagato e la sua cara macchina sta galleggiando come fosse la MSCcrociere. Un po’ più piccola però.
Ecco cosa fa questo tipo per salvare il salvabile ed evitare, quindi, che continui ad entrare acqua nel suo seminterrato. Innanzitutto vi metto a disposizione una piantina per chiarirvi meglio le idee

(B.D.D. sta per babbodidio)
Allora, mi spiego. Le case sono quelle in bianco. CasaBabbodiDio, quella con il puntino rosso, è la casa dell’interessato. Il puntino rosso è il babbodiDio. La linea rossa è, invece, il cancello che serve per entrare l’auto in casaBabbodiDio. A seguire del cancello vi è una ripida discesa che consente di parcheggiare l’auto nel seminterrato. Tutta questa zona è colorata di marrone perchè, come le leggi della fisica ci insegnano, l’acqua scende. Mica sale. Perciò potete immaginare quanto, da 1 a 10, fosse ricoperta d’acqua la babbodiDiomobile. Non ve lo immaginate? Ve lo dico io: totalmente.
Nel frattempo continua a piovere, quindi si alza il livello dell’acqua in strada (arrivato a più di 100 cm) la quale come un dolce torrente va a cascare nel seminterrato del nostro amico. Il nostro amico si mette all’opera per evitare che caschi altra acqua nel seminterrato. Adesso basta mettersi comodi e godersi lo spettacolo:
h 09.50 il babbodiDio (che per convenzione chiameremo d’ora in avanti “tizio”) si trova nella veranda di casa sua, guarda orripilato l’acqua entrare in maniera vistosa dal cancello e continua a stare sotto la pioggia incessante.
h 10.00 tizio non ha ancora mosso un dito. Sta studiando il modo migliore per arginare il nemico “acqua”.
h 10.02 tizio entra in casa
h 10.07 tizio riesce in veranda con degli abiti nuovi, asciutti
h 10.08 tizio ha nuovamente gli abiti bagnati.
h 10.10 tizio decide di agire. Si avvicina al cancello e poggia degli oggetti innanzi ad esso. Piante grasse, vasi, sedie per arginare l’acqua.
h 10.12 non sembra funzionare.
h 10.15 il colpo di genio: prende un tavolino, di quelli smontabili, bianchi, da casa della nonna a mare; vabbè diciamo che ne prende uno, gli toglie le gambe e lo mette a terra, per bloccare il passaggio dell’acqua sotto il cancello.
h 10.19 vedo un tavolino galleggiare allegro e spensierato nel torrente.
h 10.24 il tutto per tutto: il tizio ha in mano una lunga e stretta tavola, tipo quelle da surf. Vuole metterla davanti al cancello. Si, bell’idea. Peccato che per farlo deve: scavalcare il muro di casa sua, tuffarsi nel torrente, nuotare fino ad arrivare al suo cancello, e quindi piazzare e in qualche arcano modo fissare la tavola al cancello. E il tutto con la tavola in mano!
h 10.25 ci rinuncia. riprende a guardare il cancello e l’acqua. Incomincia una serie infinita di telefonate, parla con polizia, carabinieri, polizia municipale, ambulanza, vigili del fuoco, protezione civile, time out, arci, il bacarioto, guardia costiera, guardia forestale, guardia di finanza… no guardia di finanza no. Il tutto sotto quella fottutissima pioggia che cazzo si mettesse 3 metri più in dentro godrebbe del riparo del balcone ma lui no, no, lui è l’eroe ammirato da mezza calderà (i Seminara hanno preso già i popcorn), lui deve gridare al telefono sotto la pioggia incessante. Ed è così che alle
h 10.30 si cambia per la terza volta.
Nel frattempo io comincio a ricredermi circa le tesi evoluzionistiche di Darwin. L’uomo non doveva evolversi, e sopravvivere solo il più forte? Allora come cazzo fa nel 2008 un essere ameboitico del genere a sopravvivere e, soprattutto, dannato il mondo, a riprodursi??!!
Si, cazzo, ha un cazzo di figlio/a piccolo.